Last Days

Diario di bordo degli ultimi giorni romani: sì, perché forse giovedì sarà l’ultima puntata in diretta da Roma, o forse ne farò ancora altre dalla città sempre meno eterna, ma sta di fatto che ufficialmente da dicembre Alberone Party Program avrà posto in città diverse, diventerà forse una trasmissione itinerante, ma sicuramente continuerà nella sua nuova missione che è quella di portarvi all’ascolto di musica italiana “diversa” parecchio presente e attiva in Italia nonostante i problemi che effettivamente esistono e spiegati in maniera semplice e diretta in questo articolo di Andrea Cegna.

«Che differenza c’è tra l’ascoltare della musica in web che tranquillamente posso trovare in rete tra i migliaia di portali visto che tutti i gruppi ormai hanno soundcloud, spotify, bandcamp e via dicendo?»
Beh, la differenza sta intanto nel fatto che questa musica ve la porto a domicilio e poi perché è sicuramente diversa l’esperienza vissuta. È un po’ come l’amico che ti porta a casa una cassetta con roba nuova e la ascoltate insieme e ci ragionate sopra amplificando l’esperienza sensoriale dell’ascolto e poi tu la fai ascoltare ad un altro amico e così via (e poi perché mi piace un sacco raccontarvi della musica da dietro un microfono, quindi è anche un po’ una forma di egocentrismo, digiamolo!): tentare di riportare il concetto di condivisione in un’epoca in cui la solitudine tencologica sta riuscendo a scavalcare il concetto di “insieme”.

Forse sono pipponi che solo in una domenica pomeriggio di paraapocalisse si possono partorire e comprendere, ma in generale è una cosa a cui penso da un po’ reinterpretando e applicando il senso di avvilimento reattivo nella filosofia del Masini “perché lo fai, disperato (nonpiù)ragazzo mio…”.

Forse è un po’ come lottare contro i mulini a vento o forse siamo solo in un periodo di transizione e ritorneremo a questi vecchi concetti e mi potrò vantare con gli amici del baretto di essere stato uno degli anonimi fautori. Sta di fatto che l’esperienza continuerà, anche perché sono il primo a giovarne da questa situazione avendo trovato nuovi stimoli nella ricerca di “roba che spacca” e compiacendomi del fatto che molti di coloro che salgono sui palchi ora, erano alcuni che ho incontrato sui palchi allora e che hanno semplicemente cambiato nome e assetto ma sono sempre lì e un po’ sono felice che certe cose non cambiano mai (“e per fortuna!” aggiungerei).

Giovedì 5 dicembre sarà una diretta bella, ci saranno un paio di interviste, ci sarà il disco del mese (di novembre però) della rubrica “i dischi del mese di Malk&Mike” e se il cielo lo vorrà avremo in collegamento telefonico Mike che ci spiegherà lui stesso cosa si nasconde dietro quel disco scelto.

Per il resto saranno i soliti 90 minuti di disagio (e forse in compagnia degli amici di Wild Blaster che mi precedono nel palinsesto).

A giovedì.

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